Nopal, il cactus per catturare i grassi e gli zuccheri

Un po’ di storia

La storia del nopal è fortemente legata a quella del Messico, culla della diversità per le specie di cactacee con la presenza di oltre 120 specie di Opuntia, tanto che il nopal affianca altri elementi naturali all’interno della composizione grafica dello stemma del paese (1) (2).

Si pensa che, migliaia di anni fa, le prime popolazioni insediatesi nel territorio messicano avessero scoperto diverse varietà di cactus, tra cui il nopal, e che i Maya che abitavano la regione sud-orientale del Messico si cibassero dei frutti e dei germogli di questa specie. Si narra che la sua introduzione in Europa avvenne grazie al primo viaggio di ritorno di Colombo a Lisbona nel 1493 e che i suoi gustosi frutti furono molto apprezzati dagli europei del XV secolo (3) (4).

Il frutto del nopal o fico d’india (Opuntia ficus-indica) è tuttora considerato una leccornia, nonché un’importante fonte di sostanze nutritive. Ricco di fibre, vitamina C, calcio, betalaina e polifenoli dall’azione antiossidante (5), il nopal è impiegato nella cucina tradizionale come alimento, nella preparazione di succhi o come materia prima nella formulazione di integratori (6).

Dalla medicina tradizionale ai giorni nostri

Nella medicina tradizionale, il cactus Opuntia veniva somministrato per via topica per la cura di ustioni e ferite, o per via orale per il trattamento di ulcere e come antinfiammatorio, ipoglicemizzante e antivirale (7) (8).

Oltre che in Messico, la specie Opuntia ficus-indica è attualmente diffusa anche negli ambienti semi-aridi dell’America Latina, del Sudafrica e dei paesi mediterranei, dove si utilizza come rimedio erboristico per la cura di diversi disturbi in virtù del suo effetto antiossidante, antinfiammatorio, ipoglicemizzante e ipolipemizzante (9).

Nopal, inibitore naturale di zuccheri e grassi

Studi recenti indicano che il nopal è in grado di controllare e ridurre i livelli di glucosio nel sangue sia in soggetti sani, sia in persone affette da diabete di tipo 2 (10) (11), un fattore che giustifica l’impiego tradizionale di questa pianta per la regolazione del glucosio nel sangue e che ne dimostra il potenziale come integratore per il controllo della glicemia (12).

Le linee di indagine suggeriscono che l’elevato contenuto di fibre del nopal (mucillagini, pectine, emicellulosa) (13) possa in parte contribuire alla produzione di effetti positivi sui livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue, in quanto ne riduce il transito verso il sistema circolatorio inibendone parzialmente l’assorbimento (14) (15). Questo fattore potrebbe spiegarne l’azione ipolipemizzante. Uno studio ha dimostrato come un integratore a base di estratto secco di foglie di Opuntia ficus-indica abbia aumentato i livelli di colesterolo HDL e diminuito i livelli di LDL e di trigliceridi in un gruppo di donne con sindrome metabolica (16); un’ulteriore ricerca su un modello animale ha inoltre osservato una riduzione dei trigliceridi e della pressione diastolica (17).

Nopal, un sostegno per la perdita di peso

Dimagrire non è facile: milioni di persone in tutto il mondo sono alla costante ricerca di soluzioni naturali che le assistano durante un regime dietetico e di esercizio fisico al fine di ottenere risultati migliori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’obesità è un’epidemia (18) e le prove scientifiche attestano che il sovrappeso aumenta il rischio di insorgenza di diabete di tipo 2, iperlipidemia, malattie cardiovascolari e alcune tipologie di tumore (19) (20). Il nopal offre quindi un sostegno naturale inestimabile.

In quest’ottica, le fibre naturalmente contenute in questa pianta possono fornire un valido aiuto, in quanto vantano proprietà benefiche che aumentano il senso di sazietà e contribuiscono alla riduzione del peso corporeo: legandosi ai grassi assunti con l’alimentazione ne favoriscono l’eliminazione, mediante la creazione di un complesso che non può essere digerito né assorbito e che viene quindi espulso (21) (22) (23). In sintesi, quando si consumano cibi ricchi di grassi, parte di questi si uniranno alle fibre del nopal, formando un complesso insolubile che viene eliminato senza essere assorbito, facendo in modo che le calorie dei grassi “non contino” (non vengano assimilate). Ne risulta una riduzione nell’assunzione di calorie (energia) e una conseguente perdita di peso, purché all’interno di una dieta equilibrata.

Ulteriori linee di ricerca preliminare suggeriscono che il potenziale effetto prebiotico, antiossidante e antinfiammatorio del nopal sia particolarmente interessante per il controllo del peso e dei relativi fattori di rischio (24) (25); le prove affermano infatti che il microbiota è implicato nel controllo delle infiammazioni di lieve entità associate all’obesità (26). Nonostante la scienza richieda un numero sempre maggiore di studi inconfutabili, sembra che il contenuto di fibre, polifenoli, vitamine e sali minerali sia alla base dell’effetto positivo del nopal nella perdita di peso e nel controllo dei fattori di rischio cardiovascolare. 

Tutti questi benefici, supportati dalle prove scientifiche, hanno spinto Anastore a formulare un integratore alimentare a base di nopal derivante da coltivazioni biologiche per garantire la massima qualità delle materie prime e con un contenuto minimo di fibre pari al 40%. Naturalmente contenute nel nopal, le fibre favoriscono la cattura di grassi e zuccheri, rendendo questo integratore una soluzione idonea per persone affette da diabete di tipo 2 e/o ipercolesterolemia. Grazie all’efficacia nel bloccare parzialmente il transito di queste sostanze caloriche verso il sistema circolatorio e nel controllare dell’appetito, questo integratore può contribuire alla perdita di peso. Si consiglia l’assunzione di due capsule di nopal biologico Anastore al giorno, preferibilmente prima dei pasti principali per ottenere un effetto migliore. È fondamentale non dimenticare l’importanza di un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano che includa la pratica regolare di esercizio fisico. 

“Mangiare cactus” e i prodotti che ne derivano, come l’estratto secco di foglie di nopal biologico di Anastore (Opuntia ficus-indica (L.) Mill.), non è mai stato così semplice, naturale e sano. 

Prodotto destinato unicamente a persone adulte, escluse donne in gravidanza o in fase di allattamento. In caso di disturbi specifici o assunzione di farmaci, consultare il proprio medico. 
 

Bibliografia

  1. Secretaría de Medio ambiente y recursos naturales. Gobierno de México. https://www.gob.mx/semarnat/articulos/nopales-previo 
  2. Reyes-Agüero J. A., Aguirre Rivera J. R. Agrobiodiversity of cactus pear (Opuntia, Cactaceae) in the meridional highlands plateau of Mexico. Journal of Natural Resources and Development. 2011;1:1–8. doi: 10.5027/jnrd.v1i0.01. 
  3. The origins of an important cactus crop, Opuntia ficus-indica (Cactaceae): new molecular evidence.
    Griffith MP. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21652337 
  4. Donkin R. Spanish red-ethnogeographical study of cochineal and Opuntia cactus. Transactions of the American Philosophical Society. 1977;67:5–84. 
  5. Supplementation with cactus pear (Opuntia ficus-indica) fruit decreases oxidative stress in healthy humans: a comparative study with vitamin C. Tesoriere L, Butera D, Pintaudi AM, Allegra M, Livrea MA. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15277160
  6. Nutritional and medicinal use of Cactus pear (Opuntia spp.) cladodes and fruits. Feugang JM, Konarski P, Zou D, Stintzing FC, Zou C. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16720335/
  7. Nopal Cactus (Opuntia ficus-indica) as a Source of Bioactive Compounds for Nutrition, Health and Disease
    Karym El-Mostafa, Youssef El Kharrassi, Asmaa Badreddine, Pierre Andreoletti, Joseph Vamecq, M’Hammed Saïd El Kebbaj, Norbert Latruffe, Gérard Lizard, Boubker Nasser, and Mustapha Cherkaoui-Malki https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6270776/
  8. Decreased blood glucose and insulin by nopal (Opuntia sp.).
    Frati-Munari AC, Fernández-Harp JA, Bañales-Ham M, Ariza-Andraca CR. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6367685
  9. Opuntia ficus-indica (L.) Miller as a source of bioactivity compounds for health and nutrition.
    Aragona M, Lauriano ER, Pergolizzi S, Faggio C. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28805459
  10. The effect of nopal (Opuntia ficus indica) on postprandial blood glucose, incretins, and antioxidant activity in Mexican patients with type 2 diabetes after consumption of two different composition breakfasts.
    López-Romero P, Pichardo-Ontiveros E, Avila-Nava A, Vázquez-Manjarrez N, Tovar AR, Pedraza-Chaverri J, Torres N. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25132122
  11. Acute blood glucose lowering effects and long-term safety of OpunDia supplementation in pre-diabetic males and females.
    Godard MP, Ewing BA, Pischel I, Ziegler A, Benedek B, Feistel B. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20621660
  12. Antidiabetic Effect of Fresh Nopal (Opuntia ficus-indica) in Low-Dose Streptozotocin-Induced Diabetic Rats Fed a High-Fat Diet
    Seung Hwan Hwang, Il-Jun Kang, and Soon Sung Lim https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5338070/
  13. Diversity of unavailable polysaccharides and dietary fiber in domesticated nopalito and cactus pear fruit (Opuntia spp.).
    Peña-Valdivia CB1, Trejo C, Arroyo-Peña VB, Sánchez Urdaneta AB, Balois Morales R.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22899620/
  14. Effect of prickly pear (Opuntia robusta) on glucose- and lipid-metabolism in non-diabetics with hyperlipidemia--a pilot study.
    Wolfram RM, Kritz H, Efthimiou Y, Stomatopoulos J, Sinzinger H. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12503475/
  15. Hypoglycemic activity of two polysaccharides isolated from Opuntia ficus-indica and O. streptacantha.
    Alarcon-Aguilar FJ, Valdes-Arzate A, Xolalpa-Molina S, Banderas-Dorantes T, Jimenez-Estrada M, Hernandez-Galicia E, Roman-Ramos R. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14699912
  16. The effect of NeOpuntia on blood lipid parameters--risk factors for the metabolic syndrome (syndrome X).
    Linarès E, Thimonier C, Degre M. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18029338/
  17. The Comparative Effect of Nopal and Mucilage in Metabolic Parameters in Rats with a High-Fructose Diet.
    Cárdenas Y, Ríos-Silva M Huerta M, López M, Bricio-Barrios J, Ortiz-Mesina M4, Urzúa Z, Saavedra-Molina A, Trujillo X. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30864849
  18. World Health Organization . World Health Organization; Geneva, Switzerland: 2000. Obesity: preventing and managing the global epidemic. W.H.O. Technical Report Series 894.
  19. Obesity: epidemiology and clinical aspects. Formiguera X, Cantón A. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15561643
  20. Obesity related morbidity and mortality. Bellanger TM, Bray GA. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15751909
  21. Effects of Cactus Fiber on the Excretion of Dietary Fat in Healthy Subjects: A Double Blind, Randomized, Placebo-Controlled, Crossover Clinical Investigation. Ralf Uebelhack, MD, PhD, Regina Busch, Felix Alt, Zhi-Ming Beah and Pee-Win Chong https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4109417/
  22. A Natural Fiber Complex Reduces Body Weight in the Overweight and Obese: A Double-Blind, Randomized, Placebo-Controlled Study. Barbara Grube, Pee-Win Chong, Kai-Zhia Lau, and Hans-Dieter Orzechowski https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3627296/
  23. Opuntia spp.: Characterization and Benefits in Chronic Diseases
    María del Socorro Santos Díaz, Ana-Paulina Barba de la Rosa, Cécile Héliès-Toussaint, Françoise Guéraud, and Anne Nègre-Salvayre, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5401751/
  24. Nopal (Opuntia ficus indica) protects from metabolic endotoxemia by modifying gut microbiota in obese rats fed high fat/sucrose diet Mónica Sánchez-Tapia, Miriam Aguilar-López, Claudia Pérez-Cruz, Edgar Pichardo-Ontiveros, Mei Wang, Sharon M. Donovan, Armando R. Tovar, and Nimbe Torres https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5498631/
  25. Nopal feeding reduces adiposity, intestinal inflammation and shifts the cecal microbiota and metabolism in high-fat fed rats
    Sofia Moran-Ramos, Xuan He, Elizabeth L. Chin, Armando R. Tovar, Nimbe Torres, Carolyn M. Slupsky and Helen E. Raybould https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5308786/
  26. Involvement of gut microbiota in the development of low-grade inflammation and type 2 diabetes associated with obesity.
    Cani PD, Osto M, Geurts L, Everard A. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22572877/